Diario di viaggio Marocco / (Giorno 1)

Partito da Avellino con un bus che per fare 250 km ha impiegato ben 5 ore, mi sono diretto fra un cambio e l’altro all’aeroporto di Roma Ciampino, dove ad aspettarmi dopo un breve controllo di sicurezza c’era un aereo, direzione Marrakech, la mia prima volta (sorprendentemente, lo so..) nel continente africano.
3 ore e 30 di volo, fortunatamente ho preso il posto giusto in aereo, metto le cuffie e alzo il volume, passano in fretta fra un pensiero e l’altro.
Arrivo a Marrakech verso le 21 e 30 di sera.
Un altro controllo di sicurezza, l’ennesimo con un modulo da compilare in francese, non è una lingua a me nota, chiedo consiglio e in qualche modo lo compilo.
Passo il controllo, breve passeggiata verso l’uscita, volto la testa a destra e dopo aver visto la scritta “Marrakech Menara” realizzo di esserci, ho messo piede in Africa per la prima volta nella mia Vita.
Che questa nuova esperienza abbia inizio!
È il momento di raggiungere l’appartamento prenotato, uso un taxi (piuttosto economico).
Il tassista inizialmente dice di aver capito la destinazione in cui portarmi, successivamente però ha varie difficoltà nel trovare l’indirizzo giusto.. fa varie telefonate e dopo 20 minuti, vedo spuntare il proprietario dell’appartamento che mi da il benvenuto nella città, trovato!.
Sistemo il mio zaino e nascondo i beni di valore nell’abitazione (che chiaramente non ha cassaforti) dato che, è accessibile dall’esterno in maniera semplice (la porta ha un passaggio superiore completamente libero).
Scendo, decido di portare con me pochi soldi, nulla oltre al mio cellulare e un centinaio di Dirham (voglio prendere confidenza con il posto), mi incammino verso una strada, dopo 300 metri con un caos ma allo stesso tempo con un BPM in crescendo, arrivo a Piazza El Fna, piazza principale e simbolo della città.
La piazza è un assurdo miscuglio di suoni, luci e odori.
Ci sono persone che mi fermano ovunque, ognuno vuole propormi qualcosa, non do confidenza a nessuno, ma mi rendo conto che la confusione che mi aspettavo non è minimamente paragonabile a quella infinita che c’è..che impatto, ragazzi!
Ad una certa ora inizio ad aver fame, mi fermo in un ristorante di fortuna e mangio qualcosa prima di incamminarmi verso casa.
Di ritorno, incontro un tizio che cerca di fermarmi, particolarmente insistente, cerco di non fermarmi ma ad un tratto mi rendo conto che è quasi impossibile, continua a seguirmi chiedendo dove fosse il mio appartamento e dicendo altre cose in arabo che chiaramente non capisco.
Fingo di dover tornare indietro, uso una strada alternativa e lo svio.
Non aveva buone intenzioni.
Tornato a casa tiro un sospiro di sollievo e cado in un sonno profondo data la mia stanchezza per il viaggio.

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