Diario di viaggio Marocco / (Giorno 2)

ALLA SCOPERTA DI MARRAKECH.

Sveglia presto, non c’è troppo tempo per dormire, specie quando viaggio!.
Zaino in spalla e reflex al collo, si esce!
Breve colazione (gradevole, a base di Croissant e succo d’arancia) in un bar vicino il mio appartamento, trovo un taxi economico e mi dirigo verso Le tombe Saadiane.
Un giardino con mausoleo dove sono sepolti i corpi dei servitori e dei guerrieri della dinastia saadiana.

Oltre a ciò, nel mausoleo principale, la tomba in cui è sepolto il sultano Ahmad Al Mansur.
Un bel luogo, ma molto affollato.
Proseguo, direzione Palais de la Bahia, un luogo considerato come un vero capolavoro architettonico, uno dei principali nel Paese.
Entrando resto colpito dai tantissimi mosaici e dai tanti colori che decorano il Palazzo, chiedo una foto ad un ragazzo che, poco sensibile, quasi mi rompe la reflex.
Proseguo fra le tante stanze (piene di mosaici, ma vuote..) del complesso, guardo il giardino e mi dirigo verso l’uscita.

Uscendo, nella piazza vicino al palazzo, mi fermo in un ristorante per mangiare qualcosa, nulla di così gradevole.
Decido di tornare ad El Fna, per vedere la piazza in pieno giorno, mi accorgo che la piazza nel giro di 10 ore è totalmente cambiata, impressionante la velocità con cui i venditori spostano le bancarelle..
Di giorno la piazza è piena zeppa di artisti, molti incantatori di serpenti, scimmie al guinzaglio (non un bello spettacolo) e vari soggetti in cerca di un guadagno giornaliero.
Il premio fantasia lo vince un ragazzo che con una bilancia (che secondo me funziona ben poco) ferma le persone chiedendole di pesarsi per qualche spicciolo.
Decido di recuperare del tempo usando la carrozza con i cavalli, dopo una lunga trattativa arrivo quasi al 50% di sconto rispetto al prezzo che mi hanno chiesto inizialmente, accetto e inizio il tour nella città, 2 ore in cui vedo la parte nuova, il palmeto ed una delle parti più povere della città.

Non mi stupisce la zona nuova, dove la ricchezza arriva a livelli alti, bensì mi colpisce in maniera incredibile la zona povera, dove vedo persone cercare di vendere qualsiasi cosa, dai vestiti usati e ridotti male, ad oggetti di ogni genere (forse alcuni derivanti da furti), fino ad arrivare a chi mi rende triste, un signore che vende del pane (scarti presi dall’immondizia) ‘usato’.
Agghiacciante.
Così come i bambini e gli anziani di quella zona, gente che dorme per terra, che non ha casa né la minima prospettiva di Vita.
A pochi metri la ricchezza, una frontiera immaginaria dove i poveri non entrano neanche, hotel di lusso, casinò, ville presidenziali fra cui quella di Sarcosì e Cristiano Ronaldo.
Occhio perché se prendete la carrozza per visitare il palmeto, ad un tratto il cocchiere si fermerà con la scusa di far riposare i cavalli in uno spazio il cui vi sono cammelli e relativi padroni, pronti a proporvi un’escursione salata.

Torno a casa con l’amaro in bocca.

Una doccia, un breve riposo e scendo di nuovo, a piazza El Fna che cambia ogni ora, è incredibile quante luci, quanti artisti ci sono la sera, dopo le 8.
Resto lì fra luci e artisti a godermi il momento, poi passo al quartiere Gueliz (il quartiere nuovo della città) per una fanta al MC e torno a casa, dove mi perdo nel sonno e in qualche pensiero.

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*