Diario di viaggio Marocco / Giorno 3)

Sveglia presto e colazione tipica nel riad, oggi giornata più sciolta, esco direzione Souk, il caratteristico mercato della città.
Dopo un chilometro a piedi entro nella zona in cui, da piazza El Fna, inizia il mercato.
Resto subito impressionato dalla quantità di negozi e venditori ambulanti che si trovano nella zona, si vende di tutto, dai prodotti in legno fino agli alimentari, non possono mancare le spezie con la loro infinità di profumi.

Ogni venditore ti ferma per proporti qualcosa nel proprio negozio, i prezzi ‘sembrano’ alti, di solito propongono prezzi alti per poi trattare.
Con un minimo di abilità nella contrattazione si può arrivare ad uno sconto del 50% o più.
Ad un tratto incontro un ragazzo che mi propone di visitare la sua produzione di lino, alla fine oltre a portarmi nella sua fabbrica, mi porta nel suo negozio (sito distante da tutti gli altri), compro uno scialle rosso per i giorni nel deserto che mi aspettano.

Subito dopo mi fermo per un tè in un locale dove conosco una volontaria australiana molto dinamica, molto Free mind.
Successivamente, decido di uscire dalla zona mercato, una rete infinita di stradine in cui è davvero facile perdersi, ma grazie ad una cartina ed un buon orientamento maturato negli anni riesco ad uscire.
Mangio un cibo fast presso un ristorante piuttosto economico, di fianco al ristorante vi è un negozio di macchine fotografiche usate, decido di entrare vedere i prodotti in offerta ma mi rendo subito conto che nessuno dei dipendenti parla inglese, ho riso molto quando per cercare di capirmi questi hanno mobilitato mezzo quartiere cercando un persona in grado di farmi da traduttore.
Alla fine, un po’ a malincuore, non acquisto nulla.

Nel primo pomeriggio entro di nuovo nella zona del Souk per andare a visitare la scuola coranica che però, dopo una stressante ricerca, trovo chiusa per ristrutturazione.
Poco dopo mi rendo conto che provando ad uscire dal labirinto di quella zona, un ragazzo mi segue, dopo qualche minuto fa lo stesso un altro che mi dice di seguire una strada palesemente chiusa per tornare ad El Fna, principianti! non ci entro ed evito di farmi derubare.
Uscito prendo il taxi per l’ultima visita della giornata, i giardini Majorelle, un giardino botanico collocato nella zona nuova di Marrakech, famoso per i colori delle strutture che lo compongono insieme ai cactus provenienti da varie parti del Mondo.
Il colore prevalente è il blu, peccato non avere una reflex con me in quel momento.
Finita la visita che ho molto apprezzato ai Majorelle, torno ad Riad per un tè e un breve riposo, una video-chiamata con l’Italia e una doccia veloce.
Ultima serata a Marrakech, mi dirigo verso la zona nuova, ceno in un ristorante accogliente con un maître simpatico e faccio quattro passi a piedi per respirare l’atmosfera della città per l’ultima volta.
Mentre passeggio mi rendo contro che nella città esistono tanti controsensi, la religione impone molte limitazioni ma in alcuni quartieri queste non esistono.
In alcune zone la prostituzione raggiunge livelli alti, stesso discorso per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Giornata finita, Marrakech, bella città, ma si può migliorare, si può incentivare il turismo tutelando i turisti.
Spero questo accadrà presto.

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