Diario di viaggio Marocco / (Giorno 4)

La mia giornata inizia presto, verso le 6 e mezzo del mattino sono già sveglio, preparo il mio zaino e parto, un 4×4 mi attende a Piazza El fna, la piazza di mattina è affollata di turisti che si dirigono a Zagora oppure a Merzouga (mia destinazione).
Il tempo di un caffè e incontro Mohammed, sarà il mio autista nei prossimi 2 giorni, sembra una persona piuttosto solare, parla varie lingue fra cui anche un po’ di italiano, è berbero, la sua casa e la sua famiglia sono a Merzouga, a più di 500 km dalla civiltà.
Durante il viaggio verso l’Atlas Mountains scambiamo quattro chiacchiere, mi parla del fatto che lui non ama la città, troppo caotica, ama il suo villaggio e il deserto, la tranquillità.
Arriviamo sulle montagne rosse percorrendo un’incredibile strada, spesso dissestata, durante la salita incontriamo vari venditori ambulanti di minerali, alcuni anziani, anche per farsi fotografare chiedono soldi, la loro qualità di Vita è molto bassa.
Incontro un vecchietto dal viso segnato dalle fatiche di una vita, colgo l’occasione per fotografarlo.

Arrivato in cima alla salita vi è una vista panoramica suggestiva, oltre al classico cartello con l’altitudine (più di 2000 metri sul mare) e il nome della salita.
Dopo una foto veloce, ci lanciamo in discesa direzione Ait Ben Haddou, un villaggio spettacolare dove vengono girati spesso film importanti (sono stati girati film fra cui “Il Gladiatore, “Indiana Jones” e “Il trono di spade”), il tempo ad Ait sembra davvero si sia fermato, le case sono interamente realizzate in terriccio, per raggiungere il paese bisogna superare un corso d’acqua in cui ci sono sempre dei bambini che passano la giornata ad aiutare i turisti a superare il torrente in cambio di soldi o di qualsiasi altro oggetto.
Non conviene molto andare ad Ait in orari caldi, la temperatura è particolarmente alta.

Arrivati in cima alla fortezza, una bellissima vista panoramica sulla parte nuova della città e sulle zone desertiche circostanti.

Vado a pranzo in un ristorante consigliato dal mio autista, mangio dei piatti tipici a base di verdure e carne, igiene precario per via delle mosche, ma il sapore è buono, soddisfatto!.
Dopo pranzo andiamo ad Ourzazate, la Hollywood dell’Africa, una vera città dove è evidente l’influenza economica occidentale, non a caso vi è l’unico supermarket che vende alcolici (altrove è vietato) nel giro di 300 km.
Breve visita alle varie ambientazioni di famosi set cinematografici e via, direzione hotel, presso la gola di Dades.
Purtroppo improvvisamente una pietra finisce casualmente sul vetro anteriore della macchina, lesionato, bisogna cambiarlo, resto a piedi per una quarantina di minuti, che ansia!. Il tempo di cambiare il vetro e il mio autista per fortuna torna a prendermi.
Appena risalgo in auto cado nel sonno e mi risveglio a pochi chilometri dall’hotel, dove mi si da il benvenuto con un buon tè.
Cena e a dormire pensando già a cosa mi aspetta domani.
Anzi no, perché mi rendo conto di aver perso le chiavi della mia camera e i gestori dell’hotel hanno impegnato molto tempo per trovare un duplicato.
Una volta trovato il duplicato posso finalmente mettermi a letto e riposare.
Domani Erg chebbi.
A noi due.

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