Diario di viaggio Marocco / (Giorno 6)

Al campo gli insetti iniziano a dar fastidio, la tenda è splendida ma i morsi sulla mia pelle meno, motivo per il quale non dormo benissimo, la felicità dentro me è tanta, così come la stanchezza che mi porta di volta in volta ad addormentarmi nuovamente ogni volta che mi sveglio.
Verso le 6 la sveglia suona, mi vesto di corsa, sono in ritardo, ad aspettarmi la carovana con dromedari e berberi.
Arrivo, iniziamo ad incamminarci fino ad un punto chiave in cui si può vedere l’alba, il sole che sorge mi riempie di luce, mi fa sentire bene, il suo colore mi avvolge e mi fa sentire meno solo, più vicino al mio io, più distante dalle mie mille paure che mi avevano accompagnato durante il periodo che precedeva il mio viaggio, la mia partenza.
In quel momento continuo a ripetermi: “Ci sono riuscito, ho fatto anche questo, ho visto il deserto maggiore sul pianeta, ho assistito ad un’alba unica, che solo in quel luogo si può vedere.”

Beh.. è davvero una vittoria, la mia vittoria, la mia ennesima rivincita.
Dopo la fine dell’alba, dopo aver scattato qualche foto nonostante la reflex mal funzionante, torno al campo base che si trova alle porte della zona delle dune, lì ritrovo Mohammed, il mio autista, colazione veloce che mi crea un bel mal di stomaco e partenza.
È il momento di salutare un posto che penso difficilmente rivedrò in Vita mia, di alcuni posti è giusto restino i bei ricordi.

Resteranno incisi nella mia mente, i miei prossimi obiettivi sono altri.
Mi dirigo in direzione Fez! ultima tappa del mio viaggio, fra me e l’ultima città del Marocco che devo visitare ci sono 9 ore di auto, le prime tre le affronto concentrandomi sulle sensazioni che ho provato negli ultimi due giorni cercando di elaborarle.. poi un po’ di musica, un pranzo rapido in un ristorante di un piccolo paese dove tanto per cambiare mangio del pollo, (nonostante il fastidio delle tante mosche presenti in quel luogo) dopodiché riparto, dormo fino alla ‘montagna delle scimmie‘, luogo in cui mi fermo e dopo una ricerca nel bosco (il paesaggio è cambiato, adesso è molto green) riesco anche a scorgere una famiglia di macachi a cui faccio qualche foto.

Sono stanco e so che a Fez mi aspetta una situazione particolare, il mio riad non si trova in una zona tranquilla, mi riaddormento e mi risveglio alle porte della città, la parte nuova sembra tranquilla ma arrivato alla zona del mio riad mi rendo conto del livello altissimo di povertà, di delinquenza presente.
Per fortuna ad attendermi c’è il proprietario del riad, che successivamente mi porta a mangiare della carne che mangio davvero a fatica, condizione igienica pari a zero, il gestore del locale nel preparare il mio tavolo mi rendo conto che prende il bicchiere usato da un altro tavolo che si era appena liberato.

Non ci penso, non posso pensarci.
Arrivo in riad e dato che è già abbastanza tardi e che le mie forze sono residue, decido di non uscire.
Mi siedo nel salotto del riad e il proprietario cerca in tutti i modi di parlare della sua religione, ma estremizza i concetti tanto da non ricevere gran parte della mia attenzione.

Deciso quindi di salire prima in terrazza per una breve ma intensa vista panoramica sulla città (perdonate la foto, ma reflex mal funzionante) e poi in stanza e riposarmi, domani ci sarà come sempre tanto da camminare!.

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