Emirates – un viaggio nel futuro

Fine Giugno, tempo libero, programmando e verificando le possibilità di andare in diverse mete sui principali siti web di ricerca voli, un Popup, quello di una compagnia aereo a me poco nota, lo apro, finisco sul sito di Emirates, c’è una promo, si parla di un volo inaugurale fra Napoli e Dubai targato FlyDubai..

Pensavo: “No Angelo, questo finirà con l’essere troppo costoso..”, apro la scheda prezzi, costa meno di 200 euro perché è la prima tratta assoluta della Compagnia da Napoli, allora ci inizio a pensare, passa qualche giorno, passa qualche messaggio con il mio gruppo di viaggio, itinerario veloce e via, perché no, andiamo a Dubai!

Dubai è una città piuttosto conosciuta, ma è giusto introdurla in breve:

Dubai è capitale di uno dei Sette emirati che compongono gli Emirates, sorge sul Golfo Persico e conta più di 3 Milioni di abitanti.

Si dice che la città sia stata abitata e definita tale nella fine del 1800, quando fu insediata dalla tribù Bu Flasa.

Successivamente iniziò lentamente a crescere e nel 1969 iniziò ad esportare petrolio e ad ospitare una cifra considerevole di abitanti (circa 60 Mila).

Questo periodo segnò l’inizio di una nuova era per gli Emirates, la città iniziò a svilupparsi velocemente e ad oggi con più di 3 Milioni di abitanti provenienti da ogni angolo del Pianeta è considerabile come una delle città con qualità di Vita più alta al Mondo.

Costruzioni innovative, macchine lussuose, ristoranti di ogni genere, spiagge fantastiche, divertimento per chiunque, questa è Dubai oggi, in seguito ad uno sviluppo economico senza precedenti che continua nonostante tutto a crescere.

Osservando il calendario, mi rendo conto che il mio viaggio negli Emirates inizia in un periodo particolare per il Mondo arabo, quello del Ramadan, mese di commemorazione islamico in cui si pratica il digiuno e finisce pochi giorni dopo la fine di questo periodo, allora, mi chiedo, quale migliore situazione per osservare le due facce del Paese?

Nessuno, è perfetto.

 

DAY 1:

Arriva il giorno in cui partire, mi dirigo all’aeroporto di Napoli, arrivo agli imbarchi, presento il passaporto e mi rendo conto che non esiste la solita fila di persone in attesa di partire, sì, il mio volo è composto da sole 20 persone, alcune delle quali appartenenti alla compagnia aerea.

Simpatico il fatto che tutti viaggiassero con i classici trolley rigidi di grandi brand ed io, l’unico a viaggiare zaino in spalla, tanto per ricordare che non importa la meta, la modalità è sempre la stessa.

Pronti, partenza, via! finalmente un volo comodo in cui posso occupare 3 posti, 6 ore fra le nuvole che passano davvero in fretta, mi addormento come difficilmente faccio quando in viaggio, mi sveglio che è sera, guardo fuori dal finestrino, vedo tante luci, tante strade illuminate, tante auto.

Ci siamo, ci sono, arrivo a Dubai!.

Arrivato in aeroporto, impiego circa 40 minuti per arrivare fino all’uscita dell’aeroporto, uno dei più grandi che io abbia mai visto.

Controlli abbastanza severi, occhio ai farmaci che porterete con voi.

Appena uscito mi rendo conto dell’incredibile temperatura, è sera ma ci sono 27 gradi, non un buon posto per chi soffre il caldo.

Taxi direzione città e subito in cerca del mio Hotel, voglio togliere peso dal mio zaino.

Ci metto tempo, perché una volta arrivato in città molte persone pur trovandosi a pochi metri dall’hotel, non riescono ad indicarmelo.

Alla fine lo trovo, check in veloce, quanta modernità, quasi mi stranisce, sono al 50^ piano e per salire fin lì in ascensore impiego pochi secondi.

Decido di scendere, non voglio perdere neanche due secondi, c’è una nuova città che mi aspetta, faccio una passeggiata a Marina, la zona in cui mi trovo, nota per essere anche una zona dalla buona Vita notturna, in realtà noto che ci sono tanti ristoranti, che il clima è ideale per me e che vi è un incredibile rispetto per le regole.

In due ore penso di aver visto passare 100 Luxury Car, beh sì, se si amano i motori Dubai è un bel posto per farsi gli occhi.

Cena internazionale, non esiste una gran cultura culinaria locale, poi torno in Hotel, mi guardo il panorama dal cinquantesimo, da domani inizia il bello.

 

DAY 2:

Buongiorno Dubai! Soggiornando a Marina, mi trovo piuttosto vicino all’inizio della monorotaia che porta fino a Palm Island, una serie di isole costruite artificialmente, sull’isola si trova l’Atlantis, apparentemente un Hotel lussuoso, come tanti a Dubai, ma che all’interno presenta un parco acquatico davvero divertente (L’Aquaventure Waterpark), molti scivoli, giochi d’acqua, e percorsi da percorrere su ruote galleggianti, insomma, un posto in cui davvero ci si può divertire fra amici.

Ci passo qualche ora, il tempo all’Atlantis passa in fretta e successivamente prendo la Monorotaia in cui guardo la struttura dall’esterno davvero bella così come attraversare la Palma dall’alto.

Attenzione ai prezzi dell’Atlantis, è consigliabile prenotare online per risparmiare, specie se siete in gruppo.

Nel pomeriggio, direzione Dubai Mall, il centro commerciale più grande al Mondo, al suo interno fra tante cose (di cui parlerò in seguito) Dubai Aquarium & Underwater zoo,  se siete degli appassionati di specie marine questo è un ottimo posto per osservare squali, delfini e tantissime altre specie, uno degli acquari più grandi al Mondo, con all’interno il più grande branco di squali tigre della sabbia del Pianeta.

Uscito dall’Aquarium, mi ritrovo in Dubai Mall, un centro commerciale da 1200 negozi ed un’estensione impressionante, il più grande della Terra

Qualsiasi cosa te abbia in mente di acquistare, probabilmente in Dubai Mall potrai trovarla.

Vagando per un’ora nel centro mi rendo conto della quantità di marchi italiani presenti in questo posto, dal food and beverage, all’abbigliamento, siamo davvero forti nel Mondo, tanto da rischiare di non esserlo più a casa nostra.

E’ sera, ed è il momento di osservare uno dei luoghi che aspetto di vedere da anni.

Mi dirigo verso l’uscita del Mall direzione Dubai Fountain, si aprono le porte scorrevoli, esco, alzo lo sguardo e.. davanti a me la struttura moderna più impressionante che abbia mai visto, il Burj Khalifa! la costruzione artificiale più alta al Mondo con i suoi 828 metri di altezza! fra me e il Burj vi è un lago artificiale, all’interno del quale, l’incredibile spettacolo delle fontane danzanti di Dubai (si ripete 11 volte al giorno, ogni 30 minuti a partire dalle 6 di sera), con un’altezza raggiunta dal getto d’acqua pari a 140 metri sono considerabili (tanto per cambiare a Dubai) le fontane danzanti più grandi del Pianeta.

Mi sento strano, forse in estasi, tanta maestosità fa strani effetti, guardo due spettacoli con la consapevolezza che tornerò in un altro momento, ma adesso meglio tornare in hotel.

 

DAY 3:

Sveglia presto, voglio evitare la folla che ho visto ieri in coda per salire al Burj, scendo in fretta dall’hotel e faccio colazione al MC vicino casa, il locale è del tutto oscurato da teli, questo a causa del Ramadan, bisogna rispettare la religione mussulmana, è severamente vietato in questo periodo mangiare e bere in strada durante le ore del giorno, molti locali sono aperti solo di sera e in strada nelle ore di giorno ci sono meno persone, la città è più spenta.

Finita la colazione prendo la metro e dopo un cambio line arrivo al Mall, da si sale al Burj.

Scelgo di salire fino al 125° piano, evito la fila con un po’ di fortuna e mi dirigo in ascensore, mi chiedo: “quanto ci metterò ad arrivare fin sopra? due ore?”

No, impressionato, poco più di un minuto per salire 125 piani.

Breve crono storia della costruzione tramite gli schermi in ascensore e sono in cima!

Un paesaggio mozzafiato sulla città, si vede il mare, la zona desertica fuori la città, le altre grandi costruzioni.

E’ a mio parere il miglior luogo per immaginare Passato e futuro di questo Paese.

Qualche foto, direi necessaria, qualche minuto di osservazione, poi arriva il momento di scendere, verso l’uscita è bello vedere i poster con tutti i volti di chi ha lavorato alla costruzione, peccato non siano presenti i volti degli operai.

Per il Burj è comunque consigliabile acquistare i biglietti online, in anticipo.

All’uscita, esco dal Mall per non finire nel caos dello shopping e cerco un taxi, questa volta la direzione è la Moschea di Juimerah.

Arrivato mi rendo conto che arriva l’orario di preghiera e che quindi non potrò visitare la moschea all’interno, essendo anche periodo di commemorazione.

Arrivato all’ingresso i credenti mi fissano, meglio andar via e rispettare le loro usanze.

Ho qualche ora in più di tempo, anticipo quindi la mia prossima tappa, Burj Al Arab, la famosa vela di Dubai, un Hotel che con tutti i suoi comfort possibili e immaginabili può vantare – per primo al mondo – ben 7 stelle (Anche se ufficialmente sono 5).

Facile arrivare fino all’ingresso, basta prendere un taxi e far vedere la foto della vela all’autista, ebbene sì, gli autisti di Dubai non conoscono gli indirizzi essendo tutti provenienti da Paesi asiatici o africani e vivendo tutti per poco tempo nel Paese.

Il consiglio è quello di osservare la vela dalla spiaggia libera più vicina, circa un Km di distanza e una svolta a sinistra da prendere sulla strada principale.

La struttura mi colpisce per il suo essere isolata da tutto, quasi in mare, proprio per dire, qui, che tu sia famoso o semplicemente ricchissimo, puoi vantare la riservatezza che nessun altro posto può garantire.

Torno a casa, ormai è sera, ceno in un ristorante italiano che consiglio a chiunque per qualità e anche per i prezzi, Massimo’s, il proprietario è originario di Napoli e vive da qualche anno a Dubai, un piacere vedere ristoratori che valorizzano il nostro amato cibo italiano nel Mondo come lui.

Finita la cena, vado in un paio di locali, ma data l’esclusiva clientela in giacca e cravatta, mi sento fuori luogo a tal punto da andar via, faccio quattro passi notando l’incredibile numero di auto presenti in città e torno in Hotel.

DAY 4:

I giorni di spostamento li vivo sempre con molta attenzione, soffermandomi sul prendere bus pubblici che ti portano ad un contatto diretto con la popolazione locale, quella di Dubai è piuttosto vasta, ma anche in un città come questa esistono persone non proprio benestanti, è il caso dei tantissimi pakistani presenti nel Paese, fuggono da una condizione economica più che precaria per venire a cercare lavoro negli Emirates, non sempre però questo è possibile, quindi alcuni restano nel Paese aspettando l’occasione giusta, ma senza un benessere medio accettabile.

Ne incontro tantissimi sulla linea di bus Dubai – Abu Dhabi, è la linea che prendo per arrivare nella capitale del Paese.

Abu Dhabi è una città da più di un milione di abitanti che sorge su un’isola del golfo persico, è famosa per i suoi moderni grattacieli e per la sua Moschea da 82 cupole, la più grande al Mondo.

Durante il viaggio in bus mi rendo conto di come man mano si esca da Dubai, la radicalizzazione religiosa aumenta, lo si nota nelle donne, ad Abu Dhabi è difficile trovare ragazze senza il velo, così come è difficile non vedere gli innumerevoli slogan inneggianti Allah.

Arrivo in città, la temperatura è più calda rispetto a quella di Dubai, cerco il mio Hotel che è piuttosto conosciuto, lo raggiungo e lascio il mio zaino in reception, esco, direzione Moschea Sheikh Zayed, una volta arrivato, noto il numero pazzesco di bus presenti nel parcheggio, il primo pensiero va a quanto tempo in coda dovrò aspettare per l’ingresso.. non è invece così, incredibilmente scorrevole, passo i controlli di routine e dopo varie scale mobili arrivo all’ingresso, un’imponente struttura bianca in marmo acceca i miei occhi, nonostante il caldo per il riflesso del sole sul bianco, inzio a scrutare ogni angolo del luogo, si tratta di una struttura maestosa in ogni suo angolo da questo effetto, è circondata da fontane mentre all’interno è piena di enormi lampadari in swarowski, tappeti (fra cui il più grande al Mondo) oltre che da imponenti colonne, davvero impressionante.

All’uscita inizio a sentir sete ma ricordo di non poter bere a causa del Ramadan, brutta storia con 52 gradi, ma aspetterò.

Cerco un taxi, prossima tappa Torri al bahr, un ottimo esempio di architettura intelligente, in grado di adattarsi alle condizioni climatiche del luogo. Gli elementi che compongono la facciata computerizzata di Aedas rispondono agli stimoli naturali, aprendosi e chiudendosi in base al movimento del sole.

Davvero interessante pensando al gran sole che illumina questa città.

Next stop Capital Gate, la struttura più pendente al Mondo, con un’inclinazione di 18 gradi, quasi quattro volte superiore alla Torre di Pisa,  è appena stato nominato fra i Guinness World Record, impressionante, come gran parte degli edifici in questo Paese.

Cerco un taxi, prossima sosta a 17 km (sì, le distanza sono notevoli), Etihad Towers.

Uno straordinario complesso architettonico formato da 5 torri, al suo interno hotel, uffici, ristoranti e negozi di alta moda, appena entrato noto l’esposizione di Aston Martin presente un po’ come quando da noi, nei nostri centri commerciali troviamo auto di range differente, condizione economica diversa o forse mentalità o forse entrambe le cose.

Si è fatta sera, di ritorno mi fermo al souk, che è parte della zona “storica” della città, davvero deludente paragonato agli altri souk che si vedono in altri Paesi.

Torno in hotel, sono già le 24, decido di non scendere nuovamente dato l’orario.

DAY 5:

E’ il giorno in cui si torna a Dubai, ed è finito il Ramadan, prendo il taxi per la stazione e successivamente il bus, direzione Dubai bus station, arrivati cerco l’appartamento in taxi (scelto giusto per provarle tutte), nonostante io abbia l’indirizzo e il nome della struttura, i tassisti non hanno idea di dove si trovi, un problema grave che ho rilevato in città è la presenza di tassisti che non conoscono minimamente la città e che, cosa grave, non hanno navigatore né internet sul cellulare, motivo per il quale (per soggiorni brevi consiglio la scelta di un hotel) trovare il mio appartamento mi costa 3 ore, 4 taxi e una lunga passeggiata sotto il sole.

Per fortuna poi riesco a trovare la location, in portineria mi dicono di aspettare l’agente, un’altra ora di attesa, fortunatamente la vista dalla terrazza dell’appartamento ripaga il tempo perso, bellissima vista dall’alto sulla città.

Scendo, è tardi ma voglio comunque fare un bagno nelle calde acque del golfo, prendo un taxi e gli indico la spiagga “Juimerah beach”, il tassista pakistano sbaglia e mi porta in una spiaggia diversa da quella che mi aspettavo, è come fosse una spiaggia frequentata solo da pakistani, troppo, davvero troppo affollata per godermi quelle acque, magari il tramonto, vado via di corsa, è tardi, cerco un altro tassista e gli indico nuovamente la spiaggia, indovinate? sbaglia di nuovo, poi ad un certo punto, dopo aver fatto 15 km verso il lato opposto (mentre io continuavo a ripetergli: “Friend, are you sure?”) lampo di genio, cambia rotta, ha capito il posto che intendevo solo che è a 30 km da dove ci troviamo, mi dice che è tardi io comunque insisto per andare, ci andiamo e arrivati in spiaggia trovo quello che cercavo, un luogo davvero rilassante, entro in acque e rimango sbalordito dal calore, sembrava di essere alle terme, giusto 10 minuti e il bagnino inizia a fischiare, sì.. è vietato restare in acqua oltre una certa ora, che fortuna!.

E’ già notte, bevo un tè in un bar e torno in hotel.

Mi cambio di fretta, vado a cena in un ristorante “italiano” che poi italiano proprio non è perchè il proprietario è di Parigi e di cucina italiana sa ben poco e cerco un taxi, la direzione è una zona abbastanza isolata adiacente all’ippodromo della città, è la zona in cui ci sono tutte le maggiori discoteche della città.

Non amo le discoteche, è risaputo, ma a Dubai è necessario fare un giro nell’internazionalizzazione, nell’andare oltre le regole, quelle imposte dalla religione e dal periodo di commemorazione ormai terminato.

La città è accesa e pronta a far festa, me ne rendo conto dal numero di persone prensenti all’ingresso della disco.

Occhio al dress code se non si vogliono aver problemi di ingresso, il dress code è presente in ogni club di Dubai.

Entrato! (il prezzo di ingresso è come quello di una normale disco in Italia) grande impianto audio, scenografie, alcol a fiumi (in disco si può bere, in strada no a causa della religione), musica interessante, l’hip hop americana è davvero un bel sentire.

Inizio a ballare e conoscendo persone mi rendo conto di quanto sia varia questa città, ci sono ragazzi provenienti da ogni angolo del Pianeta.

Culture diverse che riescono comunque a convivere senza problemi, Dubai che esempio!

Si son fatte le 4, decido di tornare in appartamento e salvare qualche ora di sonno.

DAY 6:

E’ il momento di andare a Deira, zona “storica” della città.

Ci si arriva tramite una economica traversata del Dubai Creek in abra, una classica imbarcazione in legno.

Arrivato a Deira mi soffermo sui famosi souk di Dubai, in particolare sul mercato dell’oro, davvero impressionante, da smentire l’illusione di molti, l’oro costa quanto in Italia se non di più.

Deira è comunque la zona più povera di Dubai, molti venditori hanno chiuso i battenti in seguito all’apertura dei tantissimi negozio del Mall.

Sinceramente? è la zona della città che più mi ha deluso, poco curata e deserta in alcune zone, la eviterei se si tratta di brevi viaggi.

Decido quindi di tornare in zona Burj Khalifa (zona in cui si trova fra l’altro il mio appartamento), entro al Mall per comprare qualcosa ai miei familiari, è il mio ultimo giorno a Dubai e decido di guardare per l’ultima volta l’incredibile spettacolo delle fontane danzanti, con sullo sfondo l’imponenza del Burj Khalifa illuminato, mi siedo in un locale con terrazza per godermi a pieno la vista, curioso il fatto che di fianco a me ci sia David Luiz (calciatore della nazionale brasiliana) e ne approfitto per farci una chiacchierata, parla un buon italiano nonostante non abbia mai giocato in Italia.

Che spettacolo le Dubai Fountain, nell’ultimo giorno un regalo inaspettato, la musica dell’ultimo spettacolo a cui assisto è quella di Andrea Bocelli, mi sento davvero orgoglioso di essere italiano.

Si è fatto tardi, ne approfitto per una cena rapida ed un brindisi a questo Paese e al tuffo nel futuro che mi ha regalato.

DAY 7:

Sveglia presto, è il momento di tornare in aereoporto, ne approfitto per consigliarvi di andare con anticipo, perchè l’aereoporto nonostante sia funzionale, è davvero immenso.

Entro in aereo, anche questa volta vuoto, indosso le mie cuffie e inzio a pensare a tutto ciò che ho vissuto.

Che dire, penso che difficilmente si possa avere un impatto così forte parlando di una situazione moderna, “impressionante” penso sia il termine che più ho usato e che più rispecchia questo luogo.

Si tratta di un Paese da record assoluti, da manie di grandezza infinite, un Paese fatto di funzionalità, capace di farvi dimenticare le comuni problematiche presenti in Italia o in molti altri Stati del Mondo, è un Paese la cui ricchezza vi farà riflettere, vi farà pensare addirittura al trasferimento, perché il livello della Vita vi sembrerà inusualmente alto.

Molti sostengono che quando il petrolio finirà questa città diventerà deserta, io invece mi limito a credere che sicuramente cambierà nei prossimi 100 anni, ma che continuerà a farlo in positivo, perché fin quando un Paese avrà questa voglia di innovare, questo avrà la capacità di viaggiare sempre un passo avanti alle crisi.

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