La mia alba israeliana – Masada e il riassunto di ciò che mi ha donato.

23 Giugno 2018.

“Sono 36 ore che non dormo, l’ultima volta che ho dormito il mio sonno è durato 3 ore.
Sono partito ieri notte da Tel aviv, due minuti prima che partissi ho assistito ad un incidente stradale ( una persona viva per miracolo ), il bus su cui ho viaggiato era scomodo, è stato un viaggio di 3 ore durissimo sotto alcuni punti di vista..
Sono arrivato a Masada di notte, in una zona desertica dove vi è una fortezza a 400 metri di altezza.
Volevo vedere l’alba da lassù.
Il mezzo di trasporto che solitamente conduce in cima non era in uso.
Sono salito a piedi.
Era una salita dura con strada dissestata, piena di pietre, ho dovuto correre durante la salita perché il sole stava per sorgere.
Era faticoso camminare lì, ma non mi importava.
Ho sofferto perché ho un problema ad un piede, ma ho stretto i denti.
Volevo solo arrivare in cima.. ed è ciò che ho fatto.
Sulle salite ci sono cresciuto pedalando, ma non ne ho mai colto il giusto senso.
Penso di averlo fatto oggi, perché mi sono rivisto nelle tenebre durante la salita, ma poi mi sono visto rinascere quando finita, quando in cima.
E pensare che io sono quello che soffre d’ansia e ha paura di stare male.. e pensare che qualche mese fa non avrei mai neanche solo immaginato di poter fare una cosa del genere, immaginato di provare emozioni del genere.
Ma poi? poi hai il bisogno di darti una possibilità, hai bisogno di rischiare di cadere di nuovo, hai bisogno di tornare ad avvicinarti ad un ‘IO’ che hai perso, ma che non è mai troppo tardi per ritrovare.
L’ho ritrovato, l’ho sentito oggi, lo sento ora, in questo momento.
Sento, sento che alla fine siamo tutte le salite che scaliamo, siamo quelli che fanno fatica, che hanno paura di sbagliare, che magari sbagliano, ma che siamo incredibili, perchè continuiamo a provare.. come me, oggi.
Sento davvero che siamo un meltinpot meraviglioso quanto questa alba.
La più bella che io abbia mai visto in Vita mia.
Vorrei continuare a provare all’infinito, vorrei girare il Mondo e scoprire scoprendo me stesso.
Voglio altri momenti come questo, da testa bassa e zaino in spalla, momenti duri sì, ma che rimangono, davvero, dentro te, per sempre.
Adesso sono di nuovo in viaggio, di fianco a me un cinese che ha fatto il mio stesso percorso, spero abbia provato qualcosa di forte anche lui.
Sto guardando il nulla dal finestrino del bus.
Sto pensando che son tornato a scrivere qualcosa di mio dopo tempo e che questa volta l’ho fatto ispirandomi anche a te, nonna.
Mi piace pensare che c’eri anche te lassù con me.
Mi piace pensare di potervi raccontare del Mar Morto, o di Gerusalemme.
Sì, forse lo farò, forse per me, o forse anche per voi.. lo farò sperando anche di leggere i vostri racconti, quelli di quando ci andrete, spero prestissimo.”

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