Uganda, dall’alba alla nuova Vita

Il 26 luglio 2014 sono partita per il viaggio più importante della mia vita – almeno tra quelli fatti fino ad oggi. Ho deciso di volare verso l’Uganda, dopo mesi di formazione ed incontri nella sede di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo, l’ONG di cui facevo e faccio parte. 
Avevo finito il liceo da poco più di un mese, volevo cercare di vedere cosa ci fosse oltre il mio paese di circa 2.000 abitanti; avevo bisogno di allontanarmi dalla mia famiglia, ma non per le solite mete convenzionali. Avevo bisogno di un luogo che mi mettesse alla prova, che mi desse l’opportunità di mettermi  a nudo, di non poter dire e non potermi dire bugie. Volevo capire cosa significasse mettersi a servizio dei più poveri, degli ultimi, di quelli che non hanno nemmeno il diritto di morire. Fino all’ultimo giorno prima della partenza sono stata titubante ed è forse la prima volta che lo dico: avevo paura di voler semplicemente mettere in tasca il viaggio umanitario di cui molti si vantano. Non mi conoscevo bene nemmeno io! Per fortuna sono partita, senza se e senza ma. Ho passato 21 giorni nella Terra Rossa, tra Kampala e Moroto, nei compound di Cooperazione e Sviluppo assieme ai miei compagni di viaggio e ai cooperanti che hanno scelto di lavorare e quindi vivere lì la loro vita. Ho visto albe e tramonti spogli di qualsiasi luce artificiale, ho visto la Savana, ho visto le case fatte di paglia e fango e i capi tribù che ci guardavano come se fossimo venuti da un altro pianeta. Ho sentito forte il bisogno di urlare e di piangere di fronte alla povertà. Più di tutto, ho ritrovato me stessa. 
Per capire ancora meglio, vi lascio la lettera che ho scritto a me stessa (si, a me stessa) il 12 agosto 2014, a Moroto, qualche giorno prima di ripartire per l’Italia. Non l’ha mai letta nessuno
“Ciao Virginia! 
Sono io, Virginia. È arrivato il momento di metterti a nudo con te stessa. Quante volte, per quanto tempo, forse anche in questi giorni, ti sei sentita fiume impaurito, spaventato. Cosa ti spaventava? Ovviamente la paura di sparire nell’oceano. Fino ad un attimo prima di buttarti in questo oceano hai sentito di non essere adatta, di non essere all’altezza. Forse ti ci sei buttata anche senza sicurezza i primi momenti. A dir la verità, perché adesso la verità la diciamo tutta, avevi paura di confrontarti con una realtà totalmente diversa da quella che vivevi ogni giorno. Volevi e non volevi. Eri titubante, ma ormai era fatta. Potevi solo buttarti nell’oceano. Ora però la domanda era: saresti scomparsa nell’oceano o ne saresti diventata felicemente parte? Anche quando sei arrivata qui, non ti sei resa conto di dov’eri, di cosa avresti vissuto e ti sentivi persa nell’oceano. Tanti volti, tanti sorrisi ma mai qualcosa che davvero ti toccasse. Poi però, non sai come, quando, perché, hai rischiato. E tra pianti, sorrisi e verità sei riuscita ad immergerti in questa realtà. Allora ciò che vorrei da te è che tornassi così in Italia. Staccati un attimo dai legami inutili: cellulare, mondo virtuale, situazioni stressanti. Vivi, vivi, VIVI! Nessuno sarà lì a ricordarti cosa ti stai perdendo! Tutti i sorrisi che stai vedendo, le carezze, i momenti di condivisione, stanno davvero toccando il tuo cuore solo da quando hai deciso di metterti a nudo, ascoltare e restare in silenzio e, davvero, metterti a servizio. Avevi paura di non essere all’altezza, avevi paura che tutto ciò che rappresentava il tuo percorso passato non ti permettesse di essere “adatta” ad affrontare questo viaggio ed il tuo futuro. 
Vivi senza maschere. Ascolta la savana, ascoltane i suoni puri e incontaminati. Porta a casa la bellezza di ogni paesaggio che hai avuto la fortuna di imprimere nella tua mente. Ricordati dei viaggi fatti in compagnia, delle stelle. Queste stelle che ogni sera sembrano caderti addosso tanto ti sono vicine. 
Rischia, buttati. Tutti quelli che hai incontrato nella loro vita non hanno ricevuto nulla di materiale, ma vivono la bellezza della natura che li circonda ed ogni giorno sorridono a questo sole così imponente. Domani svegliati, respira profondamente e ricorda a te stessa che sei in Africa, sola, viva e libera. 
Quando tornerai non dimenticare della cruda realtà che hai visto. Non dimenticare gli slum pieni di putrido fango, i bambini costretti a viverci dentro. Non dimenticare le scuole con due aule per più di duecento bambini. Non dimenticare le banane fritte, gli scarafaggi, i chapati mangiati per strada. Ricorda tutto, ogni profumo, ogni sapore. Ricorda di quanto la tua vita sia cambiata, e rendi grazie per ogni secondo. 
Ti voglio bene, 
te stessa.”

Yes, travel! (capitolo I)

Perché viaggiare? di volta in volta vi scriverò in base alle mie esperienze personali qualche buon motivo per iniziare a farlo!

“Vivrei una Vita diversa se non avessi la voglia di scoprire che ho.
Negli ultimi hanno ho subito un gran cambiamento, ho messo in ordine tutti i pezzi di un puzzle incompiuto, il mio.
Ho iniziato a dare un’interpretazione diversa alle cose, ho scoperto che la curiosità è una cosa fondamentale nella mia Vita e penso che possa esserlo nella Vita di tanti.
Ho visto tantissimi luoghi nuovi e sono rimasto totalmente affascinato dalle differenze che ci sono fra le persone.
La condivisione ti rende incredibilmente ricco..e se ogni volto ha una storia, voi che scusa avete per non provare a scoprirla?

Viaggio in Israele di 4 giorni. Ne vale davvero la pena?

Viaggio di 4 giorni in Israele, possibile? ne vale davvero la pena?
Periodi di tempo libero limitati e spesso combinazioni di voli convenienti per Tel aviv con periodi che vanno dai 3 ai 4 giorni (andata e ritorno) ci portano spesso a porci domande riguardo la fattibilità del viaggio.
L’interrogativo più frequente che ci si pone in relazione alle notizie riportate dai media è simile a questo: ‘Riuscirò a godere a pieno di un Paese storicamente così importante e a vedere i luoghi chiave quindi, di Israele?’
La risposta vera c’è e potrete trovarla solo valutando le vostre capacità, la vosta voglia di portarvi oltre il limite e le vostre esigenze.
Prendiamo quindi in esempio, una combinazione di volo che spesso si presenta ad un prezzo ottimo, quella con partenza il venerdì pomeriggio e ritorno il lunedì in tarda mattinata.
Quattro giorni, pronti?
L’itinerario israeliano che vi consiglio di seguire è questo:

DAY 1 e 2: Arrivo a Tel Aviv in serata, check-in in hotel o appartamento e subito uscita serale al centro di Tel Aviv.
Sul lungomare, nei mesi estivi è facile incontrare una temperatura ideale, calda e secca, una passeggiata di qualche chilometro e magari una sosta in qualche ristorante (alcuni sono particolarmente caratteristici), potrete assaggiare sulla spiaggia e con il rumore dell’oceano in sottofondo la cucina locale.
Dopo cena, dimenticate il letto, perché dal Grand hotel (che si trova ad uno/due chilometro dal centro) partono i bus turistici che vi porteranno fino a Masada, ad un passo dal deserto e dal Mar Morto.
Arriverete a Masada (un’antica fortezza, situata su una roccia a 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto) per l’alba, appena arrivati una breve fila di ingresso e via, in salita verso la vetta, la salita è di vari chilometri e per nulla indicata per i NON sportivi (considerando le tempistiche ristrette che avrete per arrivare in vetta prima che il sole nasca e vista la pendenza che spesso incontrerete), arrivati in cima sarete invasi oltre che da una certa stanchezza, da grande soddisfazione, vi troverete davanti una vista eccezionale, unica nel suo genere, del sole che nasce in direzione Mar Morto.
Un’oretta per visitare il sito archeologico e per rilassarvi guardando un incredibile panorama e giù, discesa verso il bus (anche questa impegnativa per la strada e per le scale in pietra).
Arrivati al bus ripartirete in direzione Ein Gedi, si tratta di un’oasi in cui potrete osservare la bellezza della fauna che occupa questo Paese, oltre a ciò, troverete delle cascate in cui potrete rinfrescarvi dato il clima caldo.
Un paio d’ore e ritorno al Bus che vi porterà fino ad una spiaggia sul Mar Morto, incredibile entrare in acqua e rendersi conto della forte salivazione, della assoluta particolarità del luogo.
La cosa che vi stupirà sarà sicuramente il fatto che nel mar Morto, si sta a galla anche non volendo starci.
Non siete dei grandi nuotatori? No problem!
purtroppo la visita al Mar Morto durerà poco, un’oretta e dovrete tornare al bus, che vi riporterà nel tardo pomeriggio a Tel Aviv.
Vi consiglio di recuperare qualche energia, sarà fondamentale per affrontare il proseguio del viaggio.
In serata uscita di qualche ora o se volete esagerare (come ho fatto io), andate a divertirvi in qualche disco club, alla fine del lungomare (poco dopo l’hilton hotel) ce ne sono tante e per tutti i gusti.

DAY 3: Sveglia presto, alle 7 (consigliata), prendete il primo taxi che si offre ad un buon prezzo e dirigetevi alla stazione centrale, lì potrete prendere un bus che in un’ora circa vi porterà nell’antica Gerusalemme!.
È il momento di prendere una cartina della città vecchia in mano e di concentrarvi nel percorrere le strette strade che entrano nel cuore della spiritualità, nei vari quartieri.
Vi consiglio di iniziare con il quartiere cristiano e finire con il quartiere ebraico.
Restate sempre concentrati, soffermatevi sui particolari, sulle differenze di usi e costumi restando comunque attenti nelle zone troppo affollate.
Finita la visita all’old town, carcate un taxi disposto a portarvi fino al Monte degli Ulivi, da cui potrete vedere la città dall’alto.
Prendetevi un po’ di tempo per restare seduti, magari in silenzio in modo da riposare le vostre gambe e la vostra testa in una posizione storicamente fondamentale.
Starà per arrivare la sera, quindi tornate tramite taxi alla stazione centrale.
Cercate il bus giusto e fate ritorno a Tel Aviv (tornerete di sera).
Una volta giunti alla stazione centrale, vi consiglio vivamente di non tornare a casa a piedi, bensì in taxi, fra la stazione centrale e il centro di Tel Aviv vi è uno dei quartieri ghetto della città, poco consigliabile transitare da quelle parti di notte a piedi.
Tornate a casa, una doccia veloce e una passeggiata relax sul lungomare (molto stile Miami) di Tel aviv.

DAY 4: Ultimo giorno, ultimo sforzo.
Sveglia alle 8, bus oppure taxi fino all’Old Jaffa di Tel Aviv, il luogo più antico della giovane città israeliana.
Entro qualche ora potrete osservare ciò che c’è di storicamente rilevante e magari fare un po’ di sano e aggiungerei MERITATO shopping nel mercato d’antiquariato che si tiene in quella zona.
Pranzo veloce ed ultimo taxi direzione Aeroporto, si torna a casa!

Conclusioni: Che dire, tutto fattibile, ma è giusto essere preparati a fare fatica, non sarà un vacanza, sarà un viaggio vero, impegnativo.
Le emozioni che proverete potrebbero essere forti, probabilmente alcune di queste le elaborerete durante il volo di ritorno o magari quando tornerete a casa.
Sarà un viaggio che vi segnerà.
Israele è impatto, metteteci cuore e state pronti a reggerlo.

Porto – ‘A capital do Norte

Nonostante la città di Porto sia la terza in Portogallo, questa non ha nulla da invidiare alla capitale Lisbona, tant’è vero che nel 2017 questa città portoghese ha ricevuto il titolo di Best European Destination.

Non sapete dove trascorrere le vostre prossime vacanze oppure un lungo break? Porto sembra perfetta per voi.
La città si divide in città alta e città bassa collegate tra loro attraverso stradine acciottolate e vicoli colorati in cui trovano spazio ristoranti e botteghe artigianali.

Cosa vedere quindi, durante la vostra visita?

1)IL QUARTIERE DELLA RIBEIRA – Il quartiere della Ribeira è senza dubbio il più pittoresco di Porto e  offre una lunga passeggiata lungo fiume, splendide vedute sul ponte Dom Luis e gli edifici dagli sfavillanti color pastello. Non presenta particolari monumenti da visitare, ma al compenso permette di sostare nella piazza principale, magari in uno dei numerosi cafe.

2) PONTE DOM LUIS I – Il maestoso ponte in ferro, progettato da un assistente di Gustave Eiffel sovrasta la parte meridionale della Ribeira e collega la città a Vila Nova de Gaia, che sorge sulla sponda opposta del Douro e dove si trova la maggior parte dei grandi produttori del famoso vino di Porto. Ponte Dom Luis è un ponte a due piani: al piano superiore passa la metropolitana di Porto, mentre quello inferiore è riservato a tram, autobus e pedoni. Una passeggiata sul Ponte Dom Luis I non può mancare durante il vostro soggiorno in Portogallo, magari in un orario in cui potrete godere di un colorato tramonto.

3) CHIESA DI SAN FRANCESCO E CATTEDRALE DI PORTO – La chiesa gotica  Francesco di Porto (São Francisco), venne edificata nel XIV secolo e  ri-decorata durante il periodo barocco con la tecnica della talha dourada, ovvero legno intarsiato e ricoperto di una lamina d’oro. Più sobria e contenuta, con il suo impianto romanico, è invece la Cattedrale di Porto. Il punto forte di questa splendida chiesa di Porto sono le azulejos bianche e azzurre del favoloso chiostro gotico, che raffigurano episodi dalla vita della Madonna e dalle Metamorfosi di Ovidio. Da qui inoltre si gode di una splendida vista sul fiume e sul ponte.

4) LIVRARIA LELLO – In Rua dal Carmelitas, nel centro di Porto, si trova una delle librerie più belle del mondo. La Libreria Lello (nota anche come Lello e Irmão o Libreria Chardron) fu fondata nel 1869 e colpi talmente tanto JK Rowlings, la creatrice del celebre mago Harry Potter, che la scrittrice la prese come ispirazione.

5) CANTINE SANDEMAN: Porto è una città famosa anche per i propri prodotti tipici, il più famoso fra questi è sicuramente il vino “Porto” che spesso avrete sentito nominare.
Una visita ad una cantina con una conseguente degustazione è quasi d’obbligo.
La cantina più famosa in assoluto è sicuramente quella di Sandeman.
La si può visitare tramite una visita guidata, il prezzo varia in base al vino scelto, una visita standard costa intorno ai 6 euro a persona.

ARTICOLO SCRITTO IN COLLABORAZIONE CON VITTORIA DI LISI.

Dresda – la Firenze sull’Elba.

Famosa per gli eventi storici che portarono morte e distruzione, la città tedesca di Dresda è tornata a splendere.
Negli ultimi venti anni la città è tornata ad essere meta di un turismo selettivo.
Se amate le atmosfere romantiche, lo stile barocco e le sensazioni capaci di riportarvi indietro nel tempo, non potete non passare per questa città.

Cosa vedere quindi in questa città bomboniera tedesca?

ZWINGER Palace:
Il maggiore luogo d’interesse di Dresda sicuramente lo Zwinger.
Eretto nel 1709 in origine era una piazza con costruzioni in legno utilizzata per ospitare tornei o giochi di corte.
Il complesso, pressoché interamente ricostruito dopo le distruzioni dovute ai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale, è considerato una delle massime espressioni dell’architettura barocca tedesca.
E’ circondato degli splendidi giardini ispirati a quelli della Reggia di Versailles, abbelliti con fontane, sculture e piscine.

TEATRO DELL’OPERA:
Chiamato in lingua tedesca “Semperoper”, il teatro dell’opera di Dresda è una delle costruzioni più prestigiose presenti in Sassonia.
La struttura è progettata in forme neorinascimentali con influenze neobarocche, ed è stata realizzata da Gottfried Semper nel 1880.
Ad oggi la Semperoper di Dresda è uno dei teatri piu’ celebri al mondo grazie anche alla sua sala che possiede un’incredibile acustica.

CHIESA DI NOSTRA SIGNORA:
In tedesco Frauenkirche è il simbolo della rinascita di Dresda.
Un importante luogo di culto e di preghieda consacrato alla chiesa protestante nel 2005.
La chiesa è interamente realizzata in stile barocco, ed ha subito piu’ di 10 anni di ristrutturazione in seguito al bombardamento britannico del 13 Febbraio 1945.

CASTELLO DI DRESDA:
Anche detto Palazzo reale, è una delle costruzioni piu’ antiche della città, per piu’ di 400 anni esso è stato la residenza dei Re sassoni.
Noto per i diversi stili architettonici impiegati (dallo stile barocco a quello neoclassico) ad oggi è a tutti gli effetti un complesso museale che contiene la Volta verde storica e nuova , il Gabinetto numismatico , la Collezione di stampe, disegni, fotografie e l’ Armeria di Dresda con la Camera turca . Ospita anche una biblioteca d’arte e la gestione delle collezioni d’arte statale di Dresda.

KRAFWERK MITTE:
complesso industriale risalente al XIX secolo che fino al 1994 produceva elettricità e riscaldamento per l’intera città. Oggi è stato trasformato in polo artistico, culturale e creativo.
E’ sede della Staatsoperette Dresden (operetta indipendente tedesca) e del tjg. theater junge generation.
Lo stabile della portineria del Kraftwerk Mitte è stato convertito in un delizioso caffè e bistro’ dall’arrendamento particolare.

VISTA PANORAMICA:
Dalla Bruhlsche Terrasse (una splendida terrazza situata a picco sul fiume Elba) ci si può sedere su una panchina per ammirare la riva opposta, dove si trova la Neustadt (la Città Nuova).
Potrete osservare le varie imbarcazioni che percorrono l’Elba che renderanno la vista più che mai romantica.

Consiglio di visitare Dresda nei mesi estivi, quando la città si anima e le temperature più miti vi consentiranno di passeggiare a piedi o magari in bici (mezzo ottimale) in giro per la città.
Inoltre nel mese di Agosto si tiene tutti gli anni il Dresden Festival, con i tanti stand gastronomici e i vari punti musica nelle piazza della città.

La mia alba israeliana – Masada e il riassunto di ciò che mi ha donato.

23 Giugno 2018.

“Sono 36 ore che non dormo, l’ultima volta che ho dormito il mio sonno è durato 3 ore.
Sono partito ieri notte da Tel aviv, due minuti prima che partissi ho assistito ad un incidente stradale ( una persona viva per miracolo ), il bus su cui ho viaggiato era scomodo, è stato un viaggio di 3 ore durissimo sotto alcuni punti di vista..
Sono arrivato a Masada di notte, in una zona desertica dove vi è una fortezza a 400 metri di altezza.
Volevo vedere l’alba da lassù.
Il mezzo di trasporto che solitamente conduce in cima non era in uso.
Sono salito a piedi.
Era una salita dura con strada dissestata, piena di pietre, ho dovuto correre durante la salita perché il sole stava per sorgere.
Era faticoso camminare lì, ma non mi importava.
Ho sofferto perché ho un problema ad un piede, ma ho stretto i denti.
Volevo solo arrivare in cima.. ed è ciò che ho fatto.
Sulle salite ci sono cresciuto pedalando, ma non ne ho mai colto il giusto senso.
Penso di averlo fatto oggi, perché mi sono rivisto nelle tenebre durante la salita, ma poi mi sono visto rinascere quando finita, quando in cima.
E pensare che io sono quello che soffre d’ansia e ha paura di stare male.. e pensare che qualche mese fa non avrei mai neanche solo immaginato di poter fare una cosa del genere, immaginato di provare emozioni del genere.
Ma poi? poi hai il bisogno di darti una possibilità, hai bisogno di rischiare di cadere di nuovo, hai bisogno di tornare ad avvicinarti ad un ‘IO’ che hai perso, ma che non è mai troppo tardi per ritrovare.
L’ho ritrovato, l’ho sentito oggi, lo sento ora, in questo momento.
Sento, sento che alla fine siamo tutte le salite che scaliamo, siamo quelli che fanno fatica, che hanno paura di sbagliare, che magari sbagliano, ma che siamo incredibili, perchè continuiamo a provare.. come me, oggi.
Sento davvero che siamo un meltinpot meraviglioso quanto questa alba.
La più bella che io abbia mai visto in Vita mia.
Vorrei continuare a provare all’infinito, vorrei girare il Mondo e scoprire scoprendo me stesso.
Voglio altri momenti come questo, da testa bassa e zaino in spalla, momenti duri sì, ma che rimangono, davvero, dentro te, per sempre.
Adesso sono di nuovo in viaggio, di fianco a me un cinese che ha fatto il mio stesso percorso, spero abbia provato qualcosa di forte anche lui.
Sto guardando il nulla dal finestrino del bus.
Sto pensando che son tornato a scrivere qualcosa di mio dopo tempo e che questa volta l’ho fatto ispirandomi anche a te, nonna.
Mi piace pensare che c’eri anche te lassù con me.
Mi piace pensare di potervi raccontare del Mar Morto, o di Gerusalemme.
Sì, forse lo farò, forse per me, o forse anche per voi.. lo farò sperando anche di leggere i vostri racconti, quelli di quando ci andrete, spero prestissimo.”

Il meglio di Madrid – la capitale spagnola.

Se andate a letto la sera a Madrid passate per originale. A Madrid nessuno va a letto prima di avere ucciso la notte.
(Ernest Hemingway)

Madrid, una di quelle città che non dorme mai, infatti definita come una delle principali città europee della Movida.

Oltre a ciò, è una città in grado di mettere d’accordo tutti, oltre alla vita notturna una quantità di attrazioni storico-culturali da fare invidia a molti.

Cosa fare quindi, a Madrid, durante un medio/breve soggiorno?

Come in ogni viaggio che faccio e che consiglio di fare, non escludo nulla, è giusto soffermarsi sia su una buona vita notturna che su un viaggio dall’essenza culturale alta.

1) Museo del Prado: Se ami l’arte, questo è un luogo unico in cui non puoi non andare. Il Prado è il principale museo nazionale, nasce come museo dedicato alla pittura e alla scultura nel 1819, al suo interno troverete delle importanti opere di Francisco Goya, l’artista maggiormente rappresentato all’interno del museo. Oltre a Goya, anche opere di molti artisti fra cui Tiziano , El Greco, Rubens , Bosch e Diego Velázquez, Caravaggio. Il Museo è aperto dalle 10 alle 20 dal lunedì alla domenica e Il costo del biglietto è di 15 euro, ingresso gratuito invece per i minori di 18 anni e gli studenti.

2) Puerta de Sol: Una delle piazza principali e più antiche della città, il suo nome è dovuto all’immagine del sole dipinta sul lato est della piazza.

Circondata da maestosi edifici e caratterizzata dalla presenza della Statua dell’Orso e del Corbezzolo e del Chilometro zero che segna l’inizio di tutte le strade del Paese, è definita come uno dei principali luoghi di ritrovo della città.

Se per caso vi trovate a Madrid nel giorno di capodanno, in questa piazza potrete festeggiare il capodanno con i tanti madrileni che la affollano durante il tradizionale evento di capodanno.

La piazza si trova nel centro della città ed è raggiungibile a piedi se soggiornate nella zona centrale oppure usando le linee 1,2,3  scendendo alla fermata Sol.

3) Cattedrale dell’Almudena: principale luogo di culto della città, il tempio è dedicato alla patrona della città, la Virgen de la Almudena.

L’edificio è in stile neoclassico e  la sua costruzione risale al 1983.

La cattedrale è stata consacrata da Giovanni Paolo II nel 1965.

Sita di fronte al palazzo reale, è facilmente raggiungibile.è stato decorato secondo il gusto di Carlo III e il suo interno è lussuoso. I visitatori possono girare varie stanze e sale per banchetti.

4) Palazzo Reale: o anche chiamato Palazzo d’Oriente  è noto per essere la residenza della famiglia reale spagnola.

L’imponente palazzo è stato decorato secondo il gusto di Carlo III, il suo interno è piuttosto lussuoso.

I visitatori possono infatti rimanere sbalorditi nel girare le varie stanze e sale per banchetti dell’edificio.

Il biglietto d’ingresso costa 10 euro, ma anche solo camminare nelle vicinanze del palazzo, magari ammirando la sua illuminazione notturna potrebbe regalarvi delle notevoli sensazioni positive.

Il palazzo è raggiungibile tramite la metro, la stazione più vicina è Opera, che dista 5 minuti a piedi.

5) Plaza Mayor: Uno dei simboli della città, famosa in tutto il Mondo, è il vero gioiello della capitale spagnola.

Circondata da edifici residenziali a tre piani con 237 balconi che si affacciano sulla Piazza, è stata teatro di importanti eventi storici a sfondo rivoluzionario.

La piazza è di forma rettangolare e conta ben nove ingressi.

Durante il mio viaggio nella città spagnola sono stato a Plaza Mayor sia di giorno che di notte, vi consiglio vivamente di vivere l’atmosfera notturna di questo luogo, luci soffuse, ristoranti di livello e artisti di strada doneranno un tocco magico alla vostra visita.

Occhio alle borse, spesso vi sono furti in quella zona.

La piazza si trova in una zona centralissima, a pochi passi da Piazza del Sol.

6) Shopping in città: le principali zone della città in cui potrete scatenarvi nello shopping sono calle Preciados e calle Montera, negozi con prezzi più accessibili invece sulla Gran Via.

7) Nightlife: La movida è una delle principali attrattive che la città offre.

Il quartiere letterario è sempre attivo, non importa quale sia la tua età o quali siano i tuoi piani, troverai qualcosa di adatto alle tue esigenze.

Il quartiere di Salamanca offre una valida alternativa per chi è in cerca di ambienti eleganti e buona musica di sottofondo.

Se invece siete alla ricerca di un bar dove assistere a delle esibizioni di flamengo, il quartiere La Latina ne è pieno.

Qualcosa di multiculturale? Lavapiés è il quartiere adatto a voi, disco club, musica araba e latina nel quartiere più vario della città.

8) Cucina locale: La cultura spagnola è famosa anche per i molti piatti tipici che la compongono, fra questi, vi consiglio vivamente di assaggiare la Paella presso il mercato di San Miguel.

Il più affascinante mercato della città di Madrid.

Una struttura interamente realizzata in ferro con all’interno una vasta scelta di piatti tipici che vi faranno, anche solo per poco, dimenticare la mancanza della cucina italiana.

Il mercato è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 24:00. Il giovedì, il venerdì ed il sabato l’orario di chiusura viene spostato alle 02:00.

Si trova a pochi metri da Plaza Mayor, in zona centrale.

Coimbra – la città degli studenti

Coimbra è una città portoghese che sorge sulle rive del fiume Mondego, famosa per essere stata in passato capitale.

L’università patrimonio dell’umanità, cattedrali, chiese e monumenti la rendono una delle città più ricche di storia e cultura di tutto il Portogallo.

Quando sono arrivato a Coimbra la città mi è apparsa come piena di contrasti, vi era una manifestazione religiosa in cui le persone mi sono apparse eccessivamente devote.

L’atmosfera sembra essere rimasta quella di un tempo, la città ha un corso principale pieno di locali che termina in Largo da Portagem, una piazza con un monumento centrale circondato da un giardino piuttosto curato.

L’attrazione principale della città è chiaramente l’università che rende la città nota, anche per la presenza di circa 20.000 studenti provenienti da tutto il Paese.

La Biblioteca barocca di Joanina è luogo da non perdere.

Nel complesso universitario è facile incontrare i ragazzi delle facoltà (facili da distinguere per il loro abbigliamento, indossano un mantello nero piuttosto pesante durante tutto l’anno) che si cimentano in canti e balli locali.

La mia visita a Coimbra è durata un giorno, la città è a misura d’uomo e quindi visitabile in tempi brevi (Per quello che molti mi hanno riferito, durante tutto l’anno date le temperature sempre accettabili), consiglio di ammirare il paesaggio notturno dal ponte di Santa Clara.